Il sentiero Rusca

Il dislivello complessivo dell’intero tracciato è di oltre 2.200 metri in salita, con alcune decine di metri di tratti in discesa; come percorso puramente escursionistico è consigliabile da effettuarsi in 2 giorni.

Il sentiero Rusca

Il  Sentiero Rusca

Il Sentiero Rusca “nasce” nei primi anni 2000 quando, anche a seguito del crescente interesse verso i percorsi escursionistici di ampio respiro, gli amministratori della C. M. Valtellina di Sondrio decidono di attuare un progetto di recupero della viabilità storica della Valmalenco. Le origini dell’antica “Cavallera del Muretto” risalgono al Medio Evo, seppure fossero state rinvenute tracce di transito già in epoca romana; il percorso rappresentava una delle possibilità più lineari per superare la catena alpina e raggiungere i mercati grigionesi e del nordeuropa. Dal passo del Maloja, “porta” dell’Engadina, si proseguiva verso nord attraverso i passi del Julier o del Septimer per immettersi nella valle del Reno che conduceva, attraverso Coira, Basilea, Strasburgo, . . . fino al porto di Rotterdam, in Olanda.

L’attribuzione del nome “Sentiero Rusca” è stata guidata dall’intento progettuale di attribuire una valenza storica all’antico tracciato, che ne rafforzasse l’identificazione come bene culturale materiale da conoscere e tutelare. Nel 1618, quando la Valtellina era territorio grigionese da oltre un secolo che aveva visto l’insorgere della Riforma protestante oltralpe, e della conseguente Controriforma cattolica, un episodio, nell’ambito dei primi contrasti e rappresaglie tra cattolici e protestanti, vede il rapimento dell’arciprete di Sondrio, Nicolò Rusca, ed il suo trasferimento oltralpe, a dorso di mulo e a piedi, lungo il percorso della Cavallera, all’epoca importante via di comunicazione. A Coira, ed in seguito a Thusis, il religioso, processato per il suo zelo, morirà a causa delle numerose torture subite. Dopo oltre 2 secoli i suoi resti verranno richiesti e trasportati a Sondrio.

Nel 1620 in Valtellina avverrà uno dei più sanguinosi eccidi della storia locale, compiuto da cattolici nei confronti dei convertiti al protestantesimo, con oltre 600 morti ed episodi di efferata crudeltà.

Nella memoria popolare e nell’iconografia locale la vicenda di Nicolò Rusca si è tramandata con particolare intensità, fino alla recente beatificazione nel 2013.

L’attribuzione del nome del Rusca alla storica Cavallera non è stato particolarmente gradito ai vicini d’oltralpe, perlomeno ad alcuni ferventi protestanti, che hanno interpretato la cosa con un eccessivo significato politico/religioso; per tale ragione un pannello illustrativo posto sul confine, al passo del Muretto, è stato oggetto di vandalismo.

Il percorso pedonale, che ha inizio dall’arcipretura di Sondrio, si sviluppa per oltre 30 km fino al confine, cercando di valorizzare i pochi tratti di viabilità storica riconoscibili nella bassa Valmalenco, con una segnaletica tematica a cui si è aggiunta la convenzionale segnaletica escursionistica.

Successivamente, a partire dal 2010, l’ente ha deciso di trasformare in percorso ciclopedonale il Sentiero Rusca, quantomeno fino a Chiesa in Valmalenco. I nuovi lavori hanno consentito di creare un vero percorso, togliendo l’originario percorso dai tratti promiscui con la viabilità automobilistica o quantomeno limitandoli a brevissimi tratti.

Il Sentiero Rusca ciclopedonale si sviluppa per oltre 14 km, fino ad allacciarsi con la rete ciclopedonale dei comuni della Valmalenco, ed è quotidianamente fruito da valligiani e turisti, sia a piedi che sulle 2 ruote.

A monte di Chiesa, dopo un tratto sulla strada asfaltata, il tracciato, prettamente pedonale o per bikers esperti in mtb, segue il percorso dell’antica Cavallera; in particolare attraversa l’area archeomineraria del Giovello, dove sono stati fatti importanti interventi di ripristino e messa in sicurezza. Il sito rientra tra gli ambiti di particolare rilevanza culturale dell’Ecomuseo della Valmalenco, nonché del Museo del Serpentino.

Tra San Giuseppe e Chiareggio si sviluppa attualmente lungo strade sterrate, a servizio delle attività estrattive, e su tratti coincidenti con piste di sci di fondo e/o ciclopedonali sterrate.

Oltre Chiareggio segue, fino dove è riconoscibile, la strada militare realizzata dai Genieri dell’esercito, ca 1 secolo fa.

Il dislivello complessivo dell’intero tracciato è di oltre 2.200 metri in salita, con alcune decine di metri di tratti in discesa; come percorso puramente escursionistico è consigliabile da effettuarsi in 2 giorni, magari abbinandolo alla traversata fino al passo del Maloja, dove, previo verifica degli orari, si può rientrare percorrendo la Val Bregaglia con il bus postale svizzero che raggiunge la stazione FS di Chiavenna.   

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