Sentieri GAL

Con la dicitura  Sentieri GAL  si intendono 3 percorsi individuati nell’ambito di un progetto denominato “SENTIERI DEI TERRAZZAMENTI E DELLE OROBIE, TRA PIRAMIDI E MARMITTE DEI GIGANTI. Riqualificazione e implementazione della rete sentieristica nell

Sentieri GAL

Con la dicitura  Sentieri GAL  si intendono 3 percorsi individuati nell’ambito di un progetto denominato “SENTIERI DEI TERRAZZAMENTI E DELLE OROBIE, TRA PIRAMIDI E MARMITTE DEI GIGANTI. Riqualificazione e implementazione della rete sentieristica nell'ambito del comprensorio mandamentale.” finanziato tramite un bando GAL “La valle dei sapori”.

La finalità principale era la valorizzazione della fitta sentieristica esistente sul medio versante vallivo, dal fondovalle (ca. 300 – 330 m s.l.m.) fino a ca. 700 – 800 m di quota (max 1000), puntando al contempo alla manutenzione/ripristino dell’enorme patrimonio infrastrutturale, e ad una maggiore conoscenza e conseguente fruizione da parte dei cittadini, sia residenti che visitatori.

Sono stati pertanto individuati 3 “circuiti”: 2 sul versante retico, più facilmente frequentato nella stagione invernale, ed 1 sul versante Orobico. Tutti i percorsi si avvalgono di parti già note e frequentate, ed altre dismesse o in abbandono; ciascuno di essi interessa il territorio, anche in ridotte entità, di due comuni del mandamento di Sondrio.  A margine dell’intervento “orobico”, in parte sul comune di Ponte in Valtellina, è stata proposto il rifacimento della passerella sul torrente Valfontana, lungo il frequentato itinerario conosciuto come “Sentiero del Sole”.

Anello Poggiridenti - Montagna in Valtellina.

L’itinerario si sviluppa a partire dalla località Palù, alla base del versante terrazzato della sottozona DOCG “Inferno”, entro terrazzamenti abbandonati occupati da bosco; si segue il Sentiero del Rat che supera il ripido gradino roccioso, attraversando una interessante area archeomineraria, dove, fino ad alcuni decenni or sono veniva estratta la Pietra verde di Tresivio, materiale lapideo pregiato presente in molti edifici, civili e religiosi, dei secoli scorsi.

Raggiunta la s. p. Panoramica dei Castelli, la si oltrepassa presso il ponte sul torrente Rogna (loc. Mulin del Canain) dove si può proseguire verso monte sia sul lato di Tresivio (est) sia sul lato di Poggiridenti (ovest), fino alla contrada Cà Ferrari. Qui si prosegue salendo lungo la strada a sx fino al primo incrocio dove, seguendo l’evidente segnaletica, si prende il viottolo che attraversa la contrada, ignorando la strada carrabile. Alla fine dell’abitato il percorso prosegue sulla evidente mulattiera, intersecando brevemente la rotabile, fino alla contrada Surana; salendo a margine della stessa contrada si perviene alla segnaletica verticale che ci indirizza verso monte lungo il prosieguo della mulattiera.  Al successivo incrocio si continua a salire a dx fino al tornante del “Capitelon”; si prosegue a dx in direzione Cà Formolli, in parte su carrabile sterrata, in parte sul sentiero che evita un ultimo tornante. Alla contrada si continua la salita e, seguendo la segnaletica escursionistica, si aggira un campo di pannelli fotovoltaici, proseguendo fino al successivo nucleo di Perlungo. Raggiunta la rotabile asfaltata si scende leggermente per ca 0,5 km e, transitando dalla chiesetta di S. Maria, si raggiunge la contrada Cà Zoia, dove la segnaletica ci indirizza, nuovamente nel bosco, verso l’interessante mulino di Cà Zoia – Cà Mazza dove si può usufruire di una piccola area sosta. A questo punto è possibile una visita al soprastante Castello di Mancapane (10 min)! Il nostro itinerario che prevede il rientro al punto di partenza, attraversa verso est in piano/blanda discesa, fino alla contrada Cà Mazza; scesi leggermente a valle della stessa contrada si incontra un bivio con la segnaletica che ci indica Cà Bianchini dove si arriva in ca. 15’, dopo avere riattraversato la carrabile asfaltata e la vicina mulattiera. Qui si segue la strada asfaltata verso ovest per ca. 100 m, finché si intravede la segnaletica che indica un varco verso valle, nella vegetazione. Qualora i rovi si fossero impossessati integralmente del varco (!!) si può proseguire per altri 150 m lungo la strada, tenendo la sx, fino ad incrociare uno stradello che scende nel bosco a sx, dove si ritrova rapidamente la segnaletica. Si prosegue verso valle fino alla contrada Masoncello, che si oltrepassa a monte; raggiunta la strada si segue brevemente verso est dove, alla contrada Carteruola, ci si immette nella mulattiera che, attraversando il ripido pendio vitato, in breve raggiunge il centro storico di Poggiridenti (in corrispondenza della Via dei Terrazzamenti).

Dal centro si scende sulla s. provinciale dove si trovano le indicazioni verso valle; a questo punto si scende attraversando davvero i terrazzi della sottozona Inferno. Alle prime case di Poggi Piano si segue la strada verso est che attraversa il torrente ed in pochi minuti riporta al parcheggio di partenza.

L’itinerario descritto si sviluppa su poco più di 9 km e copre un dislivello di ca. 600 m.

Volendo effettuare un percorso più rapido, si può utilizzare come “base” la Via dei Terrazzamenti che attraversa, in blando saliscendi, l’abitato di Poggiridenti (ad es. ponendo come base il Municipio). In questo caso il percorso si riduce a ca. 6 km, per ca. 400 m di dislivello.

Peculiarità : tracce di “coltivazioni” della pietra verde, terrazzamenti, antiche contrade, mulino, castagni secolari, . . .

Anello Castione - Postalesio.

Questo itinerario si sviluppa direttamente dalla Via dei Terrazzamenti che può servire da base di partenza/arrivo su più punti. Indicativamente si può partire dalla località Vendolo, si segue la Via dei Terrazzamenti verso ovest fino al crocevia di Motta Piana; qui si prende, sulla dx, la mulattiera che sale in direzione di Cà Moroni e Prà Lone, transitando di fianco ai terrazzamenti abbandonati adiacenti a Dondolo, piccola contrada sede di passate attività enologiche. Poco a monte di quello che resta di Dondolo un primo bivio consente di attraversare verso i terrazzamenti di Postalesio: dopo aver intersecato due valloni con un ulteriore bivio intermedio si raggiunge la mulattiera che da Postalesio sale a Cà Moroni e in breve si perviene alle rovine della contrada Gandelli. Scendendo lungo il reticolo di strade vicinali e sentieri interpoderali si raggiunge la Via dei Terrazzamenti a Cà Sombrolo o nel centro di Postalesio, realizzando un anello breve. In alternativa, dal bivio a monte di Dondolo, si può salire lungo la mulattiera costruita sul crinale morenico e raggiungere il bel nucleo di Cà Moroni. Qui la presenza della viabilità carrabile ha consentito numerosi interventi di recupero degli antichi fabbricati, posti in una posizione con ampia veduta sul fondovalle; le due mulattiere che in realtà si uniscono poco più a monte, consentono una escursione ad anello, ma le possibilità per i camminatori si ampliano ulteriormente. Verso monte si può proseguire fino al terrazzo naturale di Prà Lone, a 1020 m di quota, oppure seguendo la carrabile si può raggiungere dapprima la località Crap, e poco più avanti la riserva naturale delle Piramidi di Postalesio, con l’omonimo maggengo.

In alternativa alla strada carrabile le tracce degli antichi sentieri di monticazione consentono escursioni più articolate, convergendo sempre sull’abitato di Postalesio dove decorre la Via dei Terrazzamenti, che, con andamento quasi pianeggiante, consente di pervenire al punto di partenza.

Sintetizzando l’anello “breve” ha uno sviluppo di poco più di 3 Km, con ca. 250 m di dislivello (ca. ore 1 – 1,30’);  il percorso intermedio ca. 4,8 km, con 350 m di dislivello (transitando dalle Piramidi ca. 5,8 Km);  l’anello “lungo” (Prà Lone + Piramidi) ca 8 km e 440 m di dislivello.

Anello Ponte in Valtellina - Piateda

L’anello “orobico” si sviluppa dal fondovalle, con base di riferimento il Sentiero Valtellina, e sale fino a ca. 730 m, con possibili estensioni a quote superiori sui maggenghi di Piateda, attraversando un’ampia fascia di versante boscato occupato prevalentemente da castagneti.

Dalla chiesetta della contrada Carolo, a 337 m s.l.m., si segue l’antica mulattiera che sale in direzione di Sazzo e della valle di Arigna; dopo aver intersecato la carrabile si perviene in breve al cimitero di Sazzo e subito dopo ad un bivio dove si ignora la direzione Arigna verso sx, per sbucare sul piazzale del santuario di S. Luigi di Sazzo (m 437 s.l.m.). Davanti alla vicina trattoria si segue la strada pianeggiante che attraversa verso sudovest, oltrepassato il monumento ai caduti, un lavatoio ed una edicola votiva la strada diventa una agro silvo pastorale diretta verso i maggenghi di Piateda, in buona parte creata sul sedime di una antica mulattiera.  Al primo tornante che si incontra si abbandona la carrabile e si segue la mulattiera che mantiene il suo andamento lineare verso sudovest per ca. 300 fino all’incrocio con un sentiero che proviene dalla loc. Galli; lasciata la mulattiera si prosegue a dx lungo il sentiero che porta ad una passerella per superare il torrente Paiosa. Da lì in breve si raggiunge un ulteriore incrocio con la mulattiera che sale da Valbona (Sentiero delle marmitte), si oltrepassa in direzione di Bettoli, che si raggiunge in pochi minuti. L’antica contrada, ca 700 m s.l.m., si presenta attualmente in condizioni davvero desolanti, ma suscita sicuramente pensieri ed emozioni soggettive, ancora più intense quando si raggiunge la chiesetta di Santa Croce, posta un poco più a ovest del nucleo principale. L’abbandono, in origine dovuto probabilmente ad eventi di dissesto idrogeologico, forse per una esondazione a monte del vicino torrente Serio, ha pesantemente inciso sull’abitato, ma quello che si osserva fa ancora pensare ad un passato importante. Il sentiero prosegue in leggera salita fino al ponticello sul torrente Serio, recentemente ricostruito; da qui si coglie l’intenso lavoro esercitato dalle acque sul sottosuolo roccioso del versante orobico: vasche e pozze di acqua limpidissima si alternano collegate da scivoli e cascatelle che proseguono ininterrottamente verso valle. Poco oltre ci si raccorda con una ennesima mulattiera che ci consente di scendere in breve tempo al nucleo di Valbona, a poca distanza dal Sentiero Valtellina (tratto carrabile promiscuo) lungo il quale si raggiunge il punto di partenza in ca. 20’.

In alternativa, dai vari bivi incontrati, si possono effettuare varianti verso monte, raggiungendo alcuni dei numerosi maggenghi di Piateda, entro i 1000 m di quota e oltre, per poi scendere, grazie alla accurata segnaletica presente in zona, sul percorso descritto o poco oltre fino al Sentiero Valtellina.

Il percorso base descritto si sviluppa per ca 6,5 Km, con un dislivello di ca. 400 m (ore 3 ca.)

I sentieri di Tresivio.

Il versante a monte di Tresivio, solcato da 2 mulattiere principali che si riuniscono in prossimità di Prasomaso e da numerosi altri sentieri, è stato indirettamente coinvolto da un intervento di segnaletica legato al progetto Interreg “Upkeep the Alps” che ha comportato la realizzazione di 3 apprezzati corsi sulle corrette modalità di attuare la segnaletica convenzionale e le manutenzioni della rete escursionistica.

Partendo dal parcheggio (m 497 s.l.m.) vicino al municipio di Tresivio (in realtà si potrebbe partire anche dal fondovalle, in loc. Palù di Poggiridenti, e raggiungere Tresivio tramite il Sentiero del Rat) si propone un anello che raggiunge la località Boirolo (1° Parcheggio), coprendo un dislivello di ca. 1000 m per uno sviluppo di ca. 10 km  (ca. 5 ore). Naturalmente si possono effettuare “varianti” più brevi, con minore impegno, sempre sfruttando la segnaletica escursionistica posizionata sugli incroci lungo le mulattiere principali.

Dalla strada principale nei pressi del municipio si segue la segnaletica in direzione est che all’uscita dell’edificato segue la mulattiera diretta verso la contrada S. Antonio; raggiunta e superata la rotabile delle Gaggine si prosegue salendo fino all’incrocio tra S. Abbondio e Masotti. A S. Antonio (ca. m 754 s.l.m.) è già possibile individuare una variante “breve”: seguendo le indicazioni per Roledo e Prà di Gaggi si perviene a quest’ultima località (ca. 1000 m s.l.m.) e da lì scendere lungo la mulattiera che arriva a Piedo. Per chi vuole proseguire da S. Antonio si segue la mulattiera che, intersecando più volte la strada carrabile, raggiunge il maggengo Desì e di seguito Prasomaso; qui si oltrepassano i resti degli insediamenti sanitari del secolo scorso, apprezzandone ancora pregevoli spunti architettonici, e si sale in direzione di Boirolo, esteso maggengo che occupa l’intera dorsale soprastante. Pervenuti al parcheggio di quota 1500 m si può proseguire in direzione della chiesetta di S. Stefano e degli alpeggi di Rogneda, ma qui ci limitiamo ad indicare il percorso di rientro, su un diverso tracciato. Scendendo attraverso i prati o lungo la strada fino alla sottostante loc. Prà Macher (m 1440 s.l.m.) ci si porta fino al limitare occidentale dei prati dove si individua, poco sotto l’ultimo fabbricato presente, un sentiero che scende nel bosco in direzione nordovest; in breve (10’) si raggiunge un incrocio con il Sentiero del Sole, si oltrepassa proseguendo la discesa verso valle e in ca. mezzora si perviene a Prà di Gaggi (ca 1000 m s.l.m.). Si segue la sterrata rotabile per alcune decine di m fino all’incrocio con una delle due mulattiere principali che divalla bruscamente verso sx; seguendo quest’ultima direzione, che, pur essendo piuttosto ripida, presenta una base costruita di pregevole fattura, si oltrepassano i nuclei rurali di Masoncello e Calchera e si perviene ad un primo bivio dove si può scendere indifferentemente a sx o dx per raggiungere la contrada di Piedo. Scendendo a destra si arriva in breve ad un ulteriore crocevia dove, ignorando la mulattiera verso sx che raggiunge Piedo, si può proseguire verso il basso lungo la traccia che porta a Torchi, m 603 s.l.m. (dove si incrocia la Via dei Terrazzamenti) e da qui si raggiunge facilmente il sottostante centro di Tresivio ed il punto di partenza.

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