Itinerario escursionistico a più tappe voluto dalla sezione valtellinese del CAI, in particolare la sottosezione di Ponte in Valtellina, e inaugurato in occasione dell’anno internazionale della montagna, nel 2002.
Creato in buona parte unendo e valorizzando tracce di sentieri locali esistenti si sviluppa sul solatio versante retico valtellinese, tra Sondrio e Tirano, ed in seguito tra Tirano e Grosio, con uno sviluppo complessivo di ca. 80 km. Il tratto che interessa l’ambito mandamentale di Sondrio si snoda sui comuni di Montagna in Valtellina, Tresivio, Ponte in Valtellina e Chiuro, mantenendosi per la maggior parte al di sopra dei 1000 m di quota, con uno sviluppo di ca. 26 Km (partendo da Montagna); in prevalenza attraversa ampi versanti fittamente boscati, che localmente presentano ancora gli evidenti danneggiamenti della tempesta Vaia (ottobre 2018), incrocia maggenghi e torrenti e, quando l’apertura dello schermo vegetale lo consente, offre spettacolari vedute sul fondovalle.
In ognuno dei comuni indicati, come pure su quelli del mandamento di Tirano, si intersecano locali strade comunali che consentono di organizzare un rientro a fine giornata, o in caso di necessità; è anche possibile avvalersi di strutture per pernottare sul versante, soprattutto nel periodo estivo. Esistono diverse descrizioni dettagliate del percorso, o di tratti di esso, pertanto ci limitiamo qui a fornire indicazioni sintetiche della sola parte che ricade nel mandamento di Sondrio. Il percorso non presenta tratti particolarmente difficili o pericolosi, ma alcuni punti caratterizzati da forte esposizione o con terreni instabili sono attrezzati con catene o corde fisse metalliche. Si raccomanda sempre attenzione e prudenza, oltre ad un adeguato equipaggiamento da trekking.
Per chi arriva con i mezzi pubblici il centro di Montagna in Valtellina (ca. m 600 s.l.m.) può essere raggiunto con un bus di linea, ma, avendo sufficiente tempo a disposizione, è possibile anche arrivarci a piedi, con diversi itinerari possibili, ricchi di vedute e suggestioni; da qui la traccia sale attraverso le contrade alte e, percorrendo antiche mulattiere, si perviene ai maggenghi più alti, Foppe e, poco più a monte, Prudé, sopra i 1000 m di quota, dove il sentiero prosegue con minori pendenze. Seguendo il tracciato di un antico canale di approvvigionamento idrico si raggiunge il torrente Rogna che si supera con una passerella di tronchi; dopo un breve tratto ripido si raggiunge e si segue la traccia di un altro sentiero-canale, analogo al precedente, ma diretto a sudest, verso Prasomaso, in comune di Tresivio. Attraversata l’ampia dorsale a monte dei resti del sanatorio Umberto I°, si oltrepassa la carrabile e si prosegue verso la valle di Rhon, superando una zona interessata da erosioni attive e perdendo oltre 200 m di quota. Alle prime baite Val di Rhon si scende ancora qualche decina di m portandosi sul lato sx della valle, finché, a ca. 980 m di quota, un palo con tabelle segnavia ci indica la ripresa della salita in direzione di S. Bernardo di Ponte. In realtà inizialmente si tratta di un lungo traverso ascendente verso sud che porta al maggengo di Bugiana dove si incrocia una delle mulattiere che sale da Ponte in Valtellina verso San Bernardo, storica località di villeggiatura delle benestanti famiglie pontasche. Oltrepassato l’agriturismo Il Tiglio, il percorso, dopo un breve tratto di strada sterrata, riprende un andamento trasversale sul versante affacciato sulla val Fontana, in blanda salita fino a ca. 1470 s.l.m., poi in graduale discesa finché non si immette su una bella strada, originariamente carrabile, nota come Zoboli, che divalla gradualmente verso nordest a raggiungere il torrente di fondovalle a ca. 1225 m di quota. Qui in corrispondenza di un ampio tornante si abbandona la strada per raggiungere pochi metri a nord la nuova passerella che ci porta sul versante sinistro, dove in località S. Antonio, comune di Chiuro, si incrocia la strada comunale asfaltata della Valfontana. Si sale lungo la strada superando 3 tornanti fino ad un bivio con segnaletica che ci reindirizza verso sud-sudest; dapprima in ripida ascesa, poi con andamento trasversale più dolce, si percorre un antico sentiero, recentemente adeguato a percorso per bikers, dove decorre anche un tratto del Sentiero Italia, che ci porta al maggengo di Dalico, primo insediamento importante sul ripido versante sopra Castionetto di Chiuro, da dove perviene una ulteriore strada comunale. Il percorso prosegue ora verso est, in leggera ascesa fino alle baite di Agné, poi mantenendo la quota raggiunge la val Rogna (un’altra !) dove si entra in comune di Teglio; sul versante opposto, in direzione sudest si arriva al maggengo di Verdomana dove si può decidere se raggiungere Prato Valentino a monte (ca. ½ ora), o proseguire il Sentiero del Sole scendendo lunga la carrabile fino al bivio successivo. Anche il centro di Teglio può essere raggiunto in discesa in poco più di un’ora.






















